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Falerii
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mweaFalerii è stata un'antica mweqcittà stato mwegfalisca. La città arcaica è nota come mwewFalerii Veteres. I resti archeologici si trovano nell'attuale centro storico di mwfaCivita Castellana. In seguito alla sua distruzione a opera dei mwfqromani, viene ricostruita nel 241 a.C. dagli stessi Romani, in un altro sito noto come mwfgFalerii Novi i cui resti archeologici si trovano a Faleri frazione del comune di mwfwFabrica di Roma nel mwgaLaziomwgqcite-ref-1[1]. I reperti archeologici sono esposti al mwhgMuseo Archeologico dell'Agro Falisco, al mwhwMuseo nazionale etrusco di Villa Giulia e in molte parti del Mondo.

Contents

Storia
Note

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Storia

Falerii o Falerii Veteres era una città arcaica situata su un pianoro tufaceo tra il fiume mwiwTreja e la mwjaValle del Tevere, a circa due km a occidente dell'antico tracciato della mwjqvia Flaminia e della mwjgvia Tiberina circa 50mwjw km a nord di mwkaRoma. D'influenza culturale etrusco-ellenica, fu alleata durante le campagne militari romane repubblicane condotte da mwkqMarco Furio Camillo con le città arcaiche di mwkgCapena, mwkwVeio e l'insediamento arcaico di mwlaPoggio Sommavilla-mwlqFoglia.

Secondo una leggenda, era stata fondata da coloni provenienti da mwlwArgocite-ref-2[2] e l'asserzione di mwnaStrabone che i mwnqFalisci, fossero di origine diversa dagli mwngEtruschi è dimostrata dalla lingua delle iscrizioni trovate qui.

Secondo lo storico mwoaDionigi di Alicarnasso essa fu fondata dai mwoqSiculi, a cui successivamente fu strappata dai mwogPelasgi, che vi si insediarono.cite-ref-3[3]

Ciò nonostante è probabile che Falerii, trovandosi per secoli accanto ad aree di influenza etrusca, sia entrata a far parte in epoca tarda della lega etrusca, quando le prime lucumonie dell'Etruria meridionale caddero contro Roma. Le guerre fra Romani e Falisci sembrano essere state frequenti. A una delle prime appartiene la leggenda del maestro di scuola che voleva consegnare i suoi ragazzi a mwqaCamillo; ma questi rifiutò la sua offerta e subito dopo gli abitanti della città si arresero. Alla fine della mwqqprima guerra punica, i Falisci si sollevarono, ma la città fu subito riconquistata (mwqg241 a.C.) e perse metà del proprio territorio.

Ci furono due guerre e Roma ebbe la meglio in entrambe. A seguito dell'ultima guerra, Falerii fu distrutta, ricostruita in pianura e ribattezzata Falerii Novi. In essa furono trasferiti i superstiti della cruenta conquista romana.

Dopo questi eventi Falerii appare raramente nella storia. Divenne una colonia (mwrqJunonia Faliscorum) forse sotto mwrgAugusto, e comunque secondo le iscrizioni sembra che sia sopravvissuta almeno fino all'età di [[Gallieno]] en: though according to the inscriptions apparently not until the time of [[Gallienus ]]. Ci furono vescovi di Falerii fino al mwrw1033, quando la desertificazione del posto a favore del sito precedente (e attuale) fece sì che l'insediamento si trasferisse poi completamente nella precedente e più sicura ubicazione; l'ultima menzione di Falerii Novi sulle fonti letterarie data al mwsa1064 d.C.

Localizzazione

mwtwGiovanni Zonaracite-ref-4[4], uno studioso del mwvaXII secolo proveniente dall'mwvqimpero romano d'Orientecite-ref-5[5], afferma che la città antica, costruita su una collina ripida, fosse stata distrutta e un'altra fosse stata costruita su un luogo più accessibile in pianura. La descrizione dei due luoghi concorda con la teoria diffusa che la città originale occupasse il sito dell'attuale mwwgCivita Castellana e che le rovine di mwwwFalerii Novi siano quelle della città romana, che era stata così trasferita di circa 5 chilometri a nord-ovest.

Il sito originale di Falerii (conosciuto in letteratura come mwxqFalerii Veteres) è un mwxgplateau di circa 1100 metri per 400, non più elevato del territorio circostante (ca. 154 metri), ma separato da esso da gole profonde più di 60 metri e collegato solo dal lato occidentale, che era potentemente fortificato con un terrapieno, mura in blocchi e un fossato; il resto della città era difeso da pareti, costruite sul margine superiore delle forre con blocchi rettangolari di mwxwtufo, di cui ancora esistono dei resti. I resti di un tempio sono stati trovati nel 1888 allo Scasato, verso la zona bassa della città antica; altri resti di templi sono stati trovati in altri scavi.

L'attribuzione di uno di questi templi a mwaaGiunone è certa. Queste costruzioni sacre erano di legno, con fini decorazioni di lastre di terracotta colorata. La presenza dunque di un tempio dedicato a Giunone, di epoca molto antica, è attestata anche da fonti documentali di epoca romana.cite-ref-6[6] Numerose tombe, tagliate nel tufo, sono visibili da tutti i lati della città e vi sono state fatte scoperte importanti; molti oggetti, provenienti sia dai templi che dalle tombe, sono nel mwbqMuseo di Villa Giulia a Roma. Ritrovamenti simili sono stati fatti a mwbgCalcata, una decina di chilometri a sud, a mwbwPoggio Sommavilla-mwcaFoglia, sulla direttrice della viabilità arcaica del guado del mwcqTevere alla foce del mwcgTreja e alla necropoli Coste di Manonecite-ref-7[7] a pochi chilometri a est da Falerii Veteres nella mwdwValle del Tevere, a mweaCorchiano e a mweqVignanello, distanti una ventina di chilometri a nord-ovest.

La mwewvia Flaminia non attraversava mwfaFalerii Veteres e aveva due stazioni di posta nelle vicinanze: una ad Aquaviva, a circa 5 chilometri a sud est, e una ad mwfqAequum Faliscumcite-ref-8[8], a circa 6 chilometri a nord-nord-est e che, probabilmente, è lo stesso sito falisco che G. Dennis (mwggmwgwCities and Cemeteries of Etruria) identificava con mwhaFescennium.

Sito archeologico

Falerii Veteres

I resti archeologici di Faleri Veteres si trovano nell'attuale centro storico di mwiaCivita Castellana, in localita' Scasatocite-ref-9[9] si trovano i resti del Tempio dello Scasato, i cui reperti sono conservati al mwjqMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, tra cui l'Apollo dello Scasato, ispirato alla figura greca di mwjgAlessandro Magno, e il mwjwFegato di Falerii. ll Tempio dei Sassi Caduti è sul Rio Maggiore. Il Santuario di Celle ha i resti del tempio dedicato a mwkaGiunone su un pianoro di tufo in località Celle a mwkqCivita Castellana, sulla direttrice viaria arcaica che collegava Falerii Veteres al mwkgTevere lungo la valle del mwkwTreja, con i centri arcaici di mwlaPoggio Sommavilla e di mwlqFoglia. In epoca romana la mwlgvia Tiberina e la mwlwvia Flaminia s'intersecavano presso la località detta Muro del Peccato, sostruzione che permetteva di oltrepassare l'altopiano dei Carcarasicite-ref-10[10] o Gargarassi in direzione mwnaBorghetto, dove ancora oggi è possibile vedere i resti della via basolata.

Falerii Novi

Falerii Novi è dunque una città romana, situata a Faleri frazione del comune di mwaqiFabrica di Roma a circa metà strada tra Fabrica di Roma e mwaqmCivita Castellana.

Il sito archeologico di Falerii Novi è stato costruito dai romani su percorsi viabili in terra battuta di epoca arcaica falisca e repubblicana romana, divenuta via Annia in epoca imperiale romana, oggi chiamata mwaquvia Amerinacite-ref-15[15], si diverticola dalla mwaqovia Cassia; passando per mwaqsNepet (ora mwaqwNepi), per poi proseguire a nord incrociando Faleri Novi, per poi collegare mwaq0Amelia.

Il perimetro della città era di ca. 2400 metri, la sua forma è approssimativamente triangolare e le mura sono un esemplare notevolmente fine e ben conservato di architettura militare romana. C'erano circa 80 torrette, di cui circa 50 sono ancora conservate. Inoltre due delle porte, che erano otto, sono notevoli.

Delle costruzioni all'interno delle mura appena qualche cosa è stato scavato negli anni 70, quando comunque il foro ed il teatro (come anche, fuori delle mura, l'anfiteatro con arena che misurava 55 per 33 metri) erano stati del tutto scavati nel mwaraXIX secolo.

Al'interno dei resti della città di Faleri Novi, si trova una costruzione romanica, la chiesa abbaziale cistercense di Santa Maria di Falleri, costruita saccheggiando i resti archeologici di Faleri Novi, alla fine del mwarmXII secolo per iniziativa di monaci provenienti dalla Savoia. Al portale lavorarono anche alcuni marmorari della famiglia dei "Cosmati" che realizzarono anche diverse chiese in zona.

Gli scavi dell'800 hanno indicato che il reticolo della città intera potrebbe essere recuperato facilmente, benché le costruzioni abbiano sofferto la devastazione considerevole (''Notizie di scavi'', 1903, 14) Recent excavations have shown that the plan of the whole city could easily be recovered, though the buildings have suffered considerable devastation (''Notizie di scavi'', 1903, 14).

Indagini con georadar eseguite nel 2020 da una équipe britannica hanno rivelato con precisione i luoghi e i contorni di moltissimi edifici e monumenti, oltre che il reticolo di strade della città stessa.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]

Viabilità antica

La via Annia, ritenuta dagli studiosi una strada vicinale del territorio mwat0falisco, abbiamo testimonianza a nord di Roma, presso mwat4Civita Castellana, da due iscrizioni, forse provenienti entrambe da Falerii Novi, i cui ruderi sono stati saccheggiati per secoli. La primacite-ref-19[19], di età augustea, ricorda che quattro Magistri Augustales una viam Augustam ab Via Annia extra portam ad Cereris silice sternendam curarunt pecunia sua pro ludis. La seconda, trasportata probabilmente da Falerii Novi a mwaumCampagnano, dove la vide mwauqCiriaco d’Ancona, attesta analogamente una viam Augustam a porta Cimina usque ad Anniamcite-ref-20[20]. I lavori sono dunque relativi ad una via processionale di importanza locale della colonia Iunonia Falisca a partire dall’asse viario centrale costituito dalla via Annia; la nuova arteria era stata denominata Augusta, forse perché vi si svolgevano le feste organizzate dagli Augustali in onore di Augusto. Sembra trattarsi della strada principale che attraversava l’abitato da ovest ad est, dalla porta occidentale o Cimina (ne esce una strada diretta verso il mwaukMons Ciminius) alla porta orientale diretta ai santuari presso l’abitato distrutto di Falerii Veteres (Civita Castellana). Era pertanto ortogonale alla via Annia, che fu assunta come punto di partenza una volta per la sistemazione della metà est e una volta della metà ovest di questa via Augusta. A quest’ultima via Annia debbono riferirsi diversi documenti epigrafici relativi ai curatores viae Anniae, in quanto questa viene inserita in un fascio di strade dirette a nord di mwauoRoma e che venivano gestite normalmente in blocco.cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]

Infrastrutture e trasporti

Il sito archeologico di Faleri Novi è situato nelle immediate adiacenze della mwavustazione di Faleri, sulla mwavyferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo.

Note

cite-note-11. mwav0mwav4mwav8Falerii Novi, su mwawaComune di Fabrica di Roma. mwaweURL consultato il 28 giugno 2023.
cite-note-22. mwawuPlinio il Vecchio, mwawymwawcNaturalis Historia, III, 51; mwawgCatone il Censore, mwawkOrigines, fr.47.
cite-note-33. mwaw0Dionigi di Alicarnasso, mwaw4Antichità romane, I 21.1
cite-note-44. Epitome delle storie, Χρονικόν (Chronikón) o Annales, volume VIII, (dei 18 volumi)
cite-note-55. mwaxuBizantino
cite-note-66. A Falerii in epoca romana, esista un tempio dedicato a Giunone, costruito sul modello di quello presente ad mwaxkArgo, mwaxoDionigi di Alicarnasso, mwaxsAntichità romane, I 21.1
cite-note-77. mwax8mwayamwayeExpedition Magazine - Penn Museum, su mwayiwww.penn.museum. mwaymURL consultato il 27 giugno 2023.
cite-note-88. mwaycAequum, ossia "pianura", "campo aperto"
cite-note-99. mwaysmwaywmway0#ETRUa360. I santuari Falisci e l'Apollo dello Scasato. mway4URL consultato il 10 agosto 2023.
cite-note-1010. Carta archeologica Falerii e la sua regione rilevata dai Sepolcreti, Mancinelli Scotti Francesco
cite-note-111. O Curite, dalla parola in Lingua Sabellica (mwazuCures=Lancia), come mwazyCures Sabini
cite-note-122. mwazomwazsmwazwGiunone Quirite al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, su mwaz0m.facebook.com. mwaz4URL consultato il 10 agosto 2023.
cite-note-133. Carta archeologica, punto 15, Flaminia Verga
cite-note-144. Carta archeologica, punti 13, 14, 15, 16, 17, 18, Flaminia Verga
cite-note-1515. Probabilmente il percorso della via Annia che collegava Faleri Novi ad Amelia venne chiamato Amerina
cite-note-1616. mwaasmwaawmwaa0I georadar scovano Falerii Novi, la città romana sepolta nella valle del Tevere - la Repubblica, su mwaa4repubblica.it.
cite-note-1717. mwabimwabmmwabqIl "georadar" vede l'antica città romana senza scavare: è Falerii Novi - Photogallery - Rai News, su mwaburainews.it.
cite-note-1818. mwabkmwabomwabsArcheologia col radar: l'invisibile città romana - Focus.it, su mwabwfocus.it.
cite-note-1919. 23 CIL XI 3083 = ILS 5373
cite-note-2020. CIL XI 3126 = ILS 5374
cite-note-2121. mwacymwaccmwacgGiovanni Uggeri: Journal of Ancient Topography XXII 2012, pag 135 (mwackmwacoPDF), su mwacsfederarcheo.it.
cite-note-2222. mwac8mwadamwadeVia Annia, Faleri Novi, su mwadiarcheologialazio.beniculturali.it.

Voci correlate
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Falerii

Collegamenti esterni

• citereftreccani-l-italia-preromana-i-siti-falisci-falerii-il-mondo-dell-archeologiaPaola Moscati (2004), L'Italia preromana. I siti falisci: Falerii, in Il mondo dell'archeologia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002-2005.
• mwaeqL'abbazia di Santa Maria in Falleri, su arte-argomenti.org. URL consultato il 22 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2017).